Friday, July 7, 2017

Come fare un buon film con un pacchetto di cerini

Dall'intervista rilasciata da Alessandro Fantini a Massimo Bezzati per Jamovie.it: 

“Malorda”: una “web serie” a parere dell’intervistatore geniale, anche se prodotta senza un vero budget…

 

 Se un buon soggetto può stare sulla superficie di un pacchetto di cerini, un buon regista dev’essere in grado di dirigere un film intero usando solo quel pacchetto. Un adagio che penso chiunque voglia fare cinema per vocazione e non per ripiego dovrebbe tenere sempre ben presente. E Malorda per molti aspetti ne rappresenta l’applicazione più feroce e spietata. Da molti anni in un bugigattolo della mia fantasia si annidava questo personaggio satanicamente seducente ed iperbolicamente cinico, un ibrido istrionico tra il “The Wolf” di “Pulp Fiction”, un dandy dannunziano e un “influencer” ossimoricamente misantropo e sessuomane, rintanato in un palazzo situato in una specie di limbo agreste.


Da vario tempo m’imbattevo in persone che lamentavano come fosse sempre più difficile ottenere “aiuti”, “spintarelle” ed “appoggi” anche da certe figure che una volta erano tradizionalmente associate al ruolo di “facilitatore” o di “procacciatore” di lavori e favori. Rimasi alquanto interdetto quando a dei provini vidi drappelli di ragazzi che cercavano d’ingraziarsi in tuti i modi il parente o l’amico del direttore del casting solo per ottenere una comparsata. Era evidente che il panorama socio-culturale era così degenerato al punto che sempre più persone, meritevoli o meno che fossero, si trovavano di fronte al dilemma di non poter più trovare né un santo in paradiso né un diavolo all’inferno.


Sempre più individui erano disposti ormai a scendere ai più squallidi compromessi per il facile successo o per vedersi riconosciuti i più elementari diritti. Capii allora che era giunto il momento di far debuttare il dottor Malorda nella mia “riserva in-naturale” di creature fittizie, dopo averne elaborato dei prototipi nella figura dell’onorevole Delfanti, untuoso politico senza scrupoli comparso nel mio romanzo “Piercing d’autunno” e nel collezionista di corpi e anime Dujols-Canseliet di “Nepente”.


Circondato da un’aura di fama leggendaria, gli ipocriti disperati che si presentano nel suo studio lo fanno pensando di potersi fidare di qualcuno che, arrivato misteriosamente ad un grado di potere inimmaginabile, millanta di non aver bisogno di nulla in cambio dei favori che promette di concedere. Questo scontro tra due accezioni opposte della stessa miseria morale, quella opportunista e gretta dei clienti e quella nichilista e compiaciuta di Malorda, mi permette di ideare sketch autoconclusivi che non necessitano di trovate demenziali o di forzature comiche per sortire il loro effetto satirico e ironicamente disturbante.


Potrei quasi dire che gli episodi della web-serie vanno in onda da soli nel mio cervello così come poi vengono filmati ricorrendo a due stanze, qualche cambio d’abito ed espedienti luministici e scenografici ottenuti con pazienza maniacale e calcoli millimetrici visto che sono al contempo regista e interprete di tutti i ruoli. Inoltre ho scoperto che interpretare il dottor Malorda ha un profondo effetto catartico, quindi prevedo che la web-serie non resterà una parentesi isolata.

Friday, June 30, 2017

AFAN Alessandro Fantini intervistato su Jamovie.it


Dagli esordi come fumettista e scrittore di racconti gotici, all'attività di pittore, compositore, attore e regista di film ambientati tra Italia, America e Giappone, Alessandro Fantini in arte AFAN si racconta in questa lunga intervista esclusiva rilasciata a Massimo Bezzati per JAMovie, rivelando aneddoti e dietro le quinte di una carriera multimedianica vissuta come un'implacabile sogno lucido.

Ciao Alessandro! A che età nasce, e con quali film, la tua passione per la Settima Arte?

Indicare l’anno esatto in cui cominciai a subire una vera e propria fascinazione per il cinema sarebbe di per sé alquanto improprio, considerando quella lunga fase gestatoria vissuta nel corso dell’infanzia e della prima adolescenza in cui l‘interesse per la narrazione scritta e quella per immagini incarnata dal fumetto, mi portò ad accostarmi per gradi alla sintassi visiva su celluloide. Ricordo tuttavia con estrema nitidezza quella sera del 1985 quando mio padre mi portò per la prima volta in una sala cinematografica. E mi trovai a vedere per caso “La Storia infinita”.

La vicenda di Bastian che si nasconde nella soffitta della scuola per sfuggire ad una realtà ostile e uggiosa identificandosi nelle avventure di Atreyu, protagonista della storia narrata nel libro rubato, sembrava per certi versi la trasposizione di quel periodo della mia vita. Anch’io leggevo molto per sottrarmi alla monotonia e all’angoscia del sentirmi confinato in una quotidianità circoscritta alla piccola provincia. Tanto che proprio come Bastian amavo rifugiarmi in soffitta o nelle librerie, a divorare volumi illustrati e vecchi libri appartenuti ai miei fratelli.


Ma a differenza di quel che accadeva nel film, il mio regno di Fantasia non era minacciato dall’avanzare del Nulla. Sia sui banchi di scuola che a casa ero posseduto dalla frenesia di creare un mio reame immaginario del quale disegnavo persino delle mappe geografiche fitte di dettagli topografici. Nacquero così le mie prime saghe di storie a fumetti e di romanzi brevi, ispirate dalla lettura dei settimanali della Walt Disney. O dai classici della letteratura come la “Divina Commedia”, “Il mago di Oz”, “Il libro della Giungla”, i racconti neri di Edgar Allan Poe e di Guy de Maupassant.
Ma anche i librogame della serie “Scegli la tua avventura” della Bantam books e “Lupo Solitario” del compianto Joe Dever. Una delle mie numerose storie a fumetti venne persino recensita su un numero di “Topolino” nel 1988. Era un’epoca in cui ero fermamente convinto che il mio avvenire sarebbe stato quello di sceneggiatore e cartoonista della Disney. Nel frattempo a scuola, durante la ricreazione, come una sorta di Cecile B. DeMille in miniatura, mi mettevo a capo dei miei compagni di classe per ricreare scene dei film che avevo visto il giorno prima in televisione. Ma la scoperta del potere evocativo e allucinatorio del cinema la devo alla visione di “2001: Odissea nello spazio”.
Da bambino vidi solo la prima ora, dato che mio nonno mi proibiva di restare sveglio oltre le 10 di sera. Se qualcuno era riuscito a rendere così logico e fatidico il passaggio da un osso lanciato nel cielo da un ominide peloso ad una stazione orbitante che ruotava nello spazio al ritmo di “Sul bel Danubio blu”, quel qualcuno aveva manomesso gli ingranaggi della macchina misteriosa chiamata cinema per svelarne il funzionamento segreto basato sul moto della Visione perpetua. Fu da quella forza inesorabile che mi sentii sempre più attratto negli anni successivi, come ho avuto in seguito l’onore di confessare a Christiane Kubrick quando nel 2005 le consegnai di persona un ritratto di Stanley.



Monday, May 15, 2017

MALORDA: Malvasia Molotova

MALORDA: Malvasia Molotova

 

Giunto nel plumbeo “mal retiro” del Dottor Malorda per sconfiggere una malattia incomprensibile, un cliente alticcio scoprirà le proprietà curatrici di un vitigno speciale reintrodotto su un celebre monte greco sotto la supervisione di un enologo di discendenza mitologica.

 Alessandro Fantini è il Dottor Famedio Malorda, il sulfureo esteta dagli oscuri legami di potere a metà tra Lord Brummel e un Ludovico II in acido, protagonista del web-serial in cui tutti i tentativi di scampare al disordine di un sistema senza regole e certezze sono destinati a scontrarsi con la salvifica quanto spietata legislazione del caos.

Scritto, diretto, montato, interpretato e prodotto da
Alessandro Fantini
Musiche di Alessandro Fantini
Citazioni da "Le Baccanti" di Euripide e la "Divina Commedia" di Dante.

 

 

Friday, March 3, 2017

AFANzine - H.P. Lovecraft

AFANzine - H. P. Lovecraft
Il richiamo di Providence

Tra video-magazine e documentario, progamma divulgativo e videoarte, in questa serie pensata e realizzata per il web, l'artista multimedianico AFAN Alessandro Fantini passa in rassegna nel suo atelier le correnti e gli artisti che hanno contribuito negli anni alla sua formazione estetica, influendo sulla maturazione del suo personale approccio multiforme alla creatività.

In questa puntata AFAN propone un ritratto del celebre scrittore americano che più di tutti ha legato vita e opera alla sua città natia, Providence, nel Rhode Island. Pressoché sconosciuto in vita e a lungo sottovalutato dopo la morte, le vertigini e gli abomini cosmici del suo personale universo mitologico continuano ancor oggi a fecondare l’immaginario di un’incessante moltitudine di pittori, registi, scrittori, fumettisti e appassionati di giochi di ruolo.


Tuesday, February 14, 2017

"New York, a venture" il mistero abita a Central Park.


«Immagini evocative della città di New York e una storia visionaria: quest’opera rappresenta la vera essenza di ogni film indipendente che consiste, in definitiva, nello sfidare i limiti del cinema come mezzo espressivo». Sono i motivi per i quali la giuria del festival cinematografico Movies4Movies di Dobbs Ferry ha selezionato “New York, a venture”, il film di Alessandro Fantini, un regista di Atessa. La pellicola sarà presentata, il 25 febbraio, come unico film italiano, nella rassegna di cinema indipendente che si svolge nella cittadina, dieci miglia a nord di New York, la stessa in cui è cresciuto Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook.

“New York, a venture” è stato scritto e girato tra il New Jersey e Manhattan da Fantini, regista, pittore, compositore e scrittore, nonchè attore nel nuovo film "Omicido all'italiana" del comico teatino Maccio Capatonda. Il film completa la “Trilogia delle città dalla Mente nascosta” iniziata nel 2009 con il film mystery “Nepente” ambientato a Roma e proseguita con il lungometraggio sci-fi “Edonism” realizzato a Tokyo nel 2010. In uno stile obliquo tra docufiction e thriller, il film segue le vicende di Adam Clairfield, disoccupato dell'Ohio richiamato nella nativa New York dalla proposta di lavoro offerta da Kevin Alcott, lontano cugino che sta avviando una nuova misteriosa e rischisa impresa (la "venture" del titolo) nella Grande Mela.

Prosegue su Il Centro: http://ilcentro.gelocal.it/tempo-libero/2017/02/14/news/new-york-a-venture-il-mistero-abita-a-central-park-1.14876522?ref=hfqapebt-1

Friday, January 20, 2017

Sylphie, storie di deliri, delizie e deiezioni



  
Sylphie non ha mai conosciuto il significato della parola pudore: la sua unica aspirazione nella vita consiste nel girovagare nuda nel parco del signor Clapham, agronomo in pensione che alla passione per i vegetali ha da tempo sostituito quella per la carne. Dopo la denuncia per violenza sessuale intentata da Ophelia Morse, il pittore inglese Adrian Nostos decide di fuggire da Londra e rifugiarsi in Spagna, sulla Costa Brava, dove ad attenderlo troverà nuove angosce e spettri erotici pronti ad unirsi alla sua folta schiera di ossessioni fisiche e metafisiche. Felipe ed Ally vivono in una villa modernista a Cap d’Antibes, sulla Costa Azzurra, entrambi tormentati dall’imminenza del parto: letterario quello di Felipe, da mesi impegnato nello scrivere quel capolavoro che dovrebbe salvare le loro vite dall’anonimato; letterale quello di Ally, ormai giunta al nono mese di una gestazione che minaccia di stravolgere il labile equilibrio delle loro esistenze. Un'antologia di storie geometricamente deliranti in bilico tra erotismo e weird fiction, narrate attraverso la lente deformante quanto rivelatrice di una prosa pirotecnica  arroventata da un feroce estetismo "fin de siecle", erede della penna alcaloide del Conte di Lautréamont e dei parossismi erotici di Georges Bataille e Irvine Welsh.

    Indice:
     -Sylphie
    - La tana dei bioidi
    - Adrian Nostos
    - Lavandula
    - Il Modello 
    - Interregno 
    - L'Amleto e il gatto cardinale
    - Anadiomene
    -  L'Ululato di Callimaco
    - Chiarivari
    - La valle della dea Silloide
    -Note biografiche
    - Bibliografia.